Documenti trovati: 4

Il messaggio del Presidente Sergio Mattarella per il 23 maggio 2016

 

"Il 23 maggio è una data incancellabile per gli Italiani. La

memoria della strage di Capaci - a cui seguì la barbarie di via

D'Amelio in una rapida quanto disumana sequela criminale - è

iscritta con tratti forti nella storia della Repubblica e fa

parte del nostro stesso senso civico. Un assassinio, a un tempo,

che ha segnato la morte di valorosi servitori dello Stato, e

l'avvio di una riscossa morale, l'apertura di un nuovo orizzonte

di impegno grazie a ciò che si è mosso nel Paese a partire da

Palermo e dalla Sicilia, grazie alla risposta di uomini delle

istituzioni, grazie al protagonismo di associazioni, di giovani,

di appassionati educatori e testimoni.

   In questa giornata altamente simbolica desidero esprimere la

mia vicinanza e la mia gratitudine a tutti voi presenti

nell'aula bunker, a chi non si è mai scoraggiato nella battaglia

contro le mafie, contro l'illegalità e contro la corruzione, a

chi lo ha fatto a costo di sacrificio personale e a chi ha

compreso il valore della cultura della legalità, che vive

anzitutto nell'agire quotidiano.

   Ringrazio, in particolare, Maria Falcone, dalla cui passione

è scaturita una grande energia positiva, che contribuisce a

sostenere reti di cittadinanza attiva e prosciugare così quel

retroterra in cui la criminalità e il malaffare cercano di

piantare le proprie radici.

   Quest'anno ricorre il trentesimo anniversario del

maxiprocesso ai vertici di Cosa Nostra, frutto di un lavoro di

qualità, intelligenza, impegno straordinari, di cui Giovanni

Falcone e Paolo Borsellino furono artefici essenziali.

L'evidenza giudiziaria della mafia, e le numerose condanne

sancite nelle sentenze, travolsero antiche omertà e ipocriti

opportunismi, offrendo allo Stato e alla comprensione degli

italiani quanto esplicito e intollerabile fosse l'attacco alla

democrazia e alla convivenza. Il maxiprocesso fu una pietra

angolare, premessa anche di quella mobilitazione delle coscienze

che si manifestò dopo gli assassini di Falcone, di Borsellino,

di Francesca Morvillo, degli uomini e delle donne delle scorte,

Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie

Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino

Catalano.

   Il maxiprocesso ha dimostrato come lo Stato sappia reagire.

Come gli anticorpi della mafia siano presenti nelle istituzioni

e agiscano grazie all'opera di magistrati e di uomini delle

forze dell'ordine.

   Il 23 maggio dello scorso anno, insieme a molti di voi, ho

ascoltato alcune letture di studenti palermitani. Una di queste

era una citazione di Giovanni Falcone: "la mafia non è affatto

invincibile. Si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi

cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze

migliori delle istituzioni". E' questo il nostro obiettivo. Per

realizzarlo occorre che la società sia viva, che la scuola aiuti

a formare giovani cittadini attivi e responsabili, che la

cultura sia un patrimonio accessibile e offra opportunità a

tutti, che lo sviluppo economico riduca e allarghi la forbice

delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali.

   Il vostro impegno di oggi è una garanzia che questo percorso

di riscossa contro le mafie proseguirà. Con questo spirito vi

rivolgo il mio più cordiale saluto e augurio".

Foggia che non si arrende nel ricordo di Falcone

Foto foggia.jpg

 "In una citta' purtroppo caratterizzata dalla presenza di una malavita organizzata inquietante e radicata, da fenomeni allarmanti come usura ed estorsione che scoraggiano e allontanano iniziative e investimenti, ricordare la figura di un Eroe e un Simbolo come Giovanni Falcone, alla presenza della  sorella Maria, davanti a una folta platea di studenti universitari, che rappresentano la speranza e il futuro della nostra comunita', e' un'iniziativa altamente meritoria". Il Consigliere regionale, Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, ricorda che "la conoscenza e' partecipazione. E ricordare il magistrato barbaramente ucciso dalla mafia insieme alla moglie e alla sua scorta, e insieme a lui tutte le vittime di tutte le mafie, le loro storie, il loro impegno, il loro coraggio, e' il miglior modo per educare alla legalita', per ribadire la centralita' di valori imprescindibili, ai quali non possiamo e dobbiamo rinunciare, e per dare un senso al sacrificio piu' alto immaginabile, quello della propria vita". "E proprio quell'aula magna stamane gremita - conclude De Leonardis - consegna la fotografia nitida della Foggia che non si arrende, della voglia di un futuro libero da violenza, sopraffazione, condizionamenti e pressioni insopportabili e inqualificabili".

5 dicembre 2013

Commissione Europea intitola Sala a Falcone e Borsellino

 

CommissioneUE.jpg

BRUXELLES - Il 4 dicembre 2013 alle 14.00 la Commissione europea ha inaugurato a Bruxelles, la sala di riunione della Direzione genereale per gli Affari interni, dedicata alla memoria dei due procuratori antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, assassinati nel 1992 a Palermo. Alla cerimonia inaugurale, organizzata su iniziativa della Commissaria per gli Affari interni, Cecilia Malmström, erano presenti anche l'europarlamentare Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino, Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone, la presidente della Commissione bicamerale antimafia del Parlamento italiano, Rosy Bindi, il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, e il direttore generale per gli Affari interni della Commissione Stefano Manservisi. "L'iniziativa - si legge in una nota - mira a onorare la memoria di Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, la loro integrità, l'impegno incessante e l'immenso lavoro svolto per combattere il crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio. Tutto questo rimane un forte esempio ed un'eredità inestimabile per le generazioni future".

"Due grandi servitori dello Stato, due grandi cittadini italiani, da oggi anche due eroi europei". Lo ha affermato Maria Falcone, in occasione dell'intitolazione di un'aula della Commissione europea a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
"A loro - ha aggiunto la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, a Palermo - deve essere riconosciuto di avere per primi in Sicilia cominciato la lotta al crimine organizzato in un modo che forse prima era stato fatto solo negli Stati Uniti, indagando sulla circolazione del denaro sporco. Di Falcone e Borsellino è la prima grande vittoria dello Stato: il maxi processo. Se sono morti fu anche per quelle condanne esemplari, con grande sacrificio loro e delle loro famiglie. Voglio ricordare che per finire l'istruttoria del maxi processo furono costretti ad andare all'Asinara perche' gli fu detto che lo Stato non poteva assaicurargli la sicurezza a Palermo. Sui quei 25 giorni all'Asinara sara' presto realizzato un film e cosi' anche quest'ultimo pezzo della vita di Giovanni e Paolo sarà ricordato e portato nelle scuole".

4 dicembre 2013

Maria Falcone: Gli studenti fanno rivivere Giovanni. Con loro penso che la mafia si batte

 corriere sera 27.09.jpg

Scarica articolo icona_pdf.jpg